50 sfumature di libri

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50 sfumature di libri

Quand’ero una bambina, diciamo tra i 9 e i 14-15 anni, esistevano per me degli scaffali “proibiti” nella libreria, cioè quelli posti un po’ più un alto –non che io non fossi in grado con una sedia o una scaletta di raggiungerli- ma ai quali non potevo assolutamente accedere per ordine di mia madre. Mi diceva “quelli non li puoi leggere”, ma naturalmente non mi spiegava perché e quella parte di libreria diventava ai miei occhi una sorta di mausoleo del peccato e del male, ma proprio per questo particolarmente affascinante.

Le mie letture in quegli anni dunque, oltre a qualche favola (quelle classiche e quelle di Rodari, che trovavo fantastiche)  erano: Torna a casa Lassie, Zanna Bianca, Il richiamo della Foresta, Ivanohe, L’Ultimo dei Mohicani, L’Isola del Tesoro, Pattini d’Argento, Piccole Donne, Piccole Donne Crescono, Senza Famiglia, Le avventure di Huckelberry Finn, I Tre Moschettieri, Il Visconte di Bragelonne e tutta –ma propria tutta- la serie dei Pirati della Malesia e dei Misteri della Jungla Nera di Salgari.  Ma erano solo questi e, dopo aver finito i compiti, io leggevo, leggevo, leggevo, dato che non mi era consentito uscire e solo molto raramente far venire qualche amichetta a giocare con me. Quindi ho letto questi libri in continuazione, appena li finivo li ricominciavo daccapo, e intanto la libreria lassù in alto restava segreta e misteriosa.

Scorrevo con gli occhi i dorsi dei libri che mi erano preclusi, in particolare mi attirava Pamela Moore, “ Cioccolata a colazione” mi sembrava un titolo innocente e accattivante, ma niente da fare, mia madre era inflessibile, che cosa mai poteva contenere?

Durante l’occupazione del mio liceo nel ’70, facevo parte di un gruppetto “di lettura” che si era procurato “libri proibiti” e li leggevamo insieme a scuola, naturalmente senza professori. Di questi libri faceva parte “Sonata a Kreutzer” di Tolstoj, che divorammo con entusiasmo e che sì, forse era un po’ scabroso, ma a quel punto avevamo anche quindici/sedici anni. E’ giustissimo che bambini o ragazzi non leggano libri che non potrebbero comprendere o che mal interpreterebbero e darebbero loro un’impressione sbagliata dei rapporti tra le persone e della vita in genere. Mi sembra però sbagliato ammantare a tutti i costi di un particolare significato trasgressivo tutti i libri che siano soltanto leggermente un po’ più piccanti o terrificanti del “Brutto Anatroccolo”!

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Per contro, ritengo che alcuni libri dovrebbero proprio avere “il bollino rosso”, come ad esempio “50    sfumature di grigio”. Io ho letto soltanto il primo volume che in realtà mi è piaciuto, ma credo che      rappresenti una grande confusione tra sesso e amore e il fatto che la trilogia –mi sono informata-    termini con il matrimonio è una vera assurdità, non è la “favola” di Pretty Woman ma è soltanto un    pasticcio tutto femminile, che per esempio potrebbe essere fuorviante per giovani lettori. Quindi,  come esistono le stagioni dei libri, credo esistano anche le stagioni dei lettori…