tradurre poesie

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tradurre poesie

Secondo me, tradurre poesie è la cosa più difficile che esista. Se poi la poesia in questione risale a secoli fa o è in versi, allora i problemi di calarsi nello stile letterario del tempo e di rispettare la metrica si moltiplicano. Per non parlare delle rime…Se, nella prosa, la scelta di una parola può essere mediata con buone probabilità di successo da un traduttore, nella poesia ogni termine ha un peso specifico enorme.

Ho tradotto per diletto per i miei allievi una breve poesia di Hermann Hesse (non proprio allegrissima):

Im Nebel

Seltsam, im Nebel zu wandern!
Einsam ist jeder Busch und Stein,
Kein Baum sieht den andern,
Jeder ist allein.
Voll von Freunden war mir die Welt
Als noch mein Leben licht war;
Nun, da der Nebel fällt,
Ist keiner mehr sichtbar.
Wahrlich, keiner ist weise,
Der nicht das Dunkel kennt,
Das unentrinnbar und leise
Von allen ihn trennt.
Seltsam, im Nebel zu wandern!
Leben ist Einsamsein.
Kein Mensch kennt den andern,
Jeder ist allein.

Nella nebbia

Strano, camminare nella nebbia!

Solitario ogni cespuglio, solitario ogni sasso,

non c’è albero che ne veda un altro,

ognuno è solo.

Pieno di amici era il mondo per me

quando la mia vita era ancora luce;

ora, poiché scende la nebbia,

tutti siamo ormai invisibili.

In verità, nessuno è saggio,

se non conosce il buio,

che, ineluttabile e sommesso,

lo separa da tutti.

Strano, camminare nella nebbia!

Vivere è essere soli.

Non c’è uomo che ne conosca un altro,

Ognuno è solo.

 

Ma la traduzione avrebbe tranquillamente anche potuto essere così:

 

Nella nebbia

Bizzarro, girovagare nella nebbia!

Ciascun cespuglio, ciascuna pietra sono solitari,

Nessun albero vede l’altro

Ciascuno è da solo.

Il mondo intorno a me era pieno di amici

Quando la mia vita ancora era luminosa;

Ora, la nebbia cade e perciò

Nessuno più può essere visto.

E’ vero,  non può essere saggio

chi non conosce il buio,

che inevitabilmente e sommessamente

lo divide da tutti.

Bizzarro, girovagare nella nebbia!

Vita è solitudine.

Nessuno conosce l’altro,

ciascuno è da solo.

 

…o in un altro modo ancora, e la traduzione sarebbe stata comunque corretta, ma la traduzione corretta di una poesia è sufficiente? E il suono, la musicalità, la Stimmung di sfondo, li renderemo nel modo giusto?

Qui è importante la ripetizione quasi ossessiva di “jeder, kein, anderer, alle”, vale a dire “ognuno/ciascuno, nessuno, altro, tutti”: questi concetti vanno assolutamente resi con la stessa ripetitività, per il resto si può spaziare su diversi termini, ad esempio “seltsam” all’inizio può significare “cosa strana, bizzarra” ma anche “memorabile, straordinario, cosa rara” e in questo caso “camminare nella nebbia” diventerebbe un’esperienza positiva, non disperata come il resto della poesia ci fa intendere. “Wandern” può significare semplicemente “camminare” e allora diciamo cha ha una valenza neutra, ma significa anche “girovagare” e lo si potrebbe intendere nell’accezione di “vagare”, il che lo renderebbe un termine che esprime confusione mentale e rafforzerebbe l’idea di solitudine.

Insomma, difficilissimo tradurre le poesie…  siete d’accordo???