E’ la tipica domanda che si fa ai bambini. Naturalmente la risposta varia a seconda dell’età. Intorno ai sei anni, i bambini un tempo rispondevano “il pompiere” o “il calciatore”, “la parrucchiera” o, negli ultimi anni, “la velina”. Adesso la risposta più gettonata pare sia “lo chef”, certamente a causa dei mille programmi televisivi che hanno creato vere e proprie star dietro ai fornelli.
Io da piccola rispondevo “la ballerina”, intendendo con ciò una ballerina classica che studia alla scuola della Scala, ma naturalmente i miei genitori non mi hanno minimamente ascoltato e forse hanno fatto bene, visto che il durissimo lavoro della ballerina va “scelto” molto presto e potrebbe perciò tarpare le ali ad altri sogni.
Però poi la strada me la sono comunque trovata da me, ero in quinta elementare quando mi è capitata per le mani una grammatica tedesca e ho cominciato a sfogliarla e addirittura a studiarla. Nel giro di poche settimane ero del tutto affascinata da questa lingua e ho lottato perché i miei trovassero una scuola in cui poter studiare tedesco già alle medie (a quel tempo c’erano poche classi di tedesco e in scuole lontane da casa). L’ho spuntata e da quel momento il tedesco è stata la mia passione. Soltanto in seguito, di riflesso, ho imparato ad apprezzare anche l’inglese, lo spagnolo e il francese.
Ma che cosa avrei voluto fare realmente? Come prima idea avrei voluto insegnare tedesco, ma mia madre –che era insegnante di italiano- me lo sconsigliava dicendo che i ragazzi ti stressano e non ti danno alcuna soddisfazione. Io l’aiutavo a correggere i temi e devo dire che c’era da mettersi le mani nei capelli. Però avrebbe potuto proprio per questo essere una bellissima sfida.
Avrei voluto fare la giornalista e rimpiango ancora di non aver studiato per questo, ma il corso della vita a volte ti porta a seguire altre strade.
Avrei voluto fare la scrittrice, ma non è una cosa che si può apprendere, o c’è la folgorazione o non c’è, per ora non c’è stata. Resta il lavoro che spero colorerà la mia vecchiaia.
Avrei voluto fare la farmacista, la veterinaria, studiare e magari poi insegnare filosofia, psicologia … un sacco di cose.
E sono sì anche insegnante, ma prevalentemente traduttrice, non che mi dispiaccia, certo avrei desiderato tradurre grandi classici e non libretti di istruzioni, ma mi piace l’aspetto di poter imparare comunque qualche cosa di nuovo e con alcune traduzioni questo per fortuna accade. Non potrei consigliare di fare il traduttore, perché si guadagna poco, si lavora molto e non si è minimamente considerati. Qualunque cosa si faccia è comunque importante farla con passione. Certo, la passione aumenta in modo proporzionale al grado di libertà, capacità ed unicità che quel lavoro ti consente: un intagliatore del legno o un pittore probabilmente avrà più passione per il suo lavoro rispetto ad un operaio che mette sempre un bullone nello stesso punto. Ma se viene fatto con amore, quel lavoro avrà comunque un senso.
Vorrei rinascere mille volte e provare a fare mille lavori diversi, e voi, che cosa volete fare da grandi?