Perché si dice…?

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Perché si dice…?

 

 

Quante volte utilizziamo nel parlare un modo di dire senza sapere in realtà da quale espressione o situazione in effetti derivi?

Naturalmente se non si tratta della nostra lingua madre è ancora più difficile capire come sia nata una determinata locuzione. Oggi ci occupiamo di un modo di dire (Redensart, Redewendung) tedesco molto usato, e cioè “Im Stich lassen”, che corrisponde alla nostra espressione “piantare in asso”. Ma perché si usa la parola Stich? Stich significa punto, puntura, stoccata, frecciata. Che cosa ha a che fare con l’abbandono? Ma, pensandoci bene, anche “piantare in asso” è una locuzione curiosa. Proviamo ad indagare…

Per i tedescofili, riporto la spiegazione tratta da www.geo.de/geolino

Lässt man jemanden im Stich, dann heißt das, man ist nicht für ihn da oder man lässt ihn mit seinen Problemen alleine. Aber warum nennt man das ganz selbstverständlich “im Stich lassen”. Was denn für ein “Stich”? Die Antwort finden wir im Mittelalter, denn aus dieser Zeit stammt diese Redewendung. Sie entstand bei den damaligen Ritterturnieren.

Fiel ein Ritter während eines Turniers vom Pferd, dann konnte er alleine nicht mehr aufstehen. Seine Rüstung war viel zu schwer dafür. Eigentlich musste ihm dann sein Knappe wieder auf das Pferd hieven. War der aber zu faul, dann ließ er seinen Herrn im Stich und zwar im Stich des gegnerischen Ritters. Die Ritter kämpften mit Lanzen gegeneinander, jeder versuchte mit seiner Lanze, den Gegner zu stechen. Der gefallene Ritter konnte also leicht vom Gegner erstochen werden. Das nannte man damals “im Stich”.

… e traduco:

Quando si pianta in asso qualcuno, significa  che non si è disponibili per lui o che lo si lascia solo con i suoi problemi. In tedesco si dice “lasciare qualcuno alla stoccata”. Ma di che “stoccata” si tratta? La risposta la troviamo nel Medioevo, perché a quel tempo risale questo modo di dire, riferito ai tornei dei cavalieri.

Quando un cavaliere cadeva da cavallo durante un torneo, non era in grado di alzarsi da solo a causa dell’armatura troppo pesante. Allora era compito del suo scudiero issarlo a cavallo. Non sempre però lo scudiero era disposto a farlo e in quel caso lasciava il suo signore esposto alle stoccate del cavaliere rivale. Il cavaliere combatteva contro l’avversario cercando di colpirlo con la sua lancia. Il cavaliere caduto poteva dunque essere ucciso sotto i colpi –le stoccate- della lancia.

Beh, interessante, no?

Ma sappiamo perché in italiano si dice “piantare in asso”?

Anche se esistono diverse spiegazioni, la più affascinante mi appare quella che la fa risalire alla mitologia greca e che corrisponderebbe in origine a “piantare in Nasso”. La storia racconta che Arianna aiuta Teseo a sconfiggere il Minotauro e con il suo filo lo guida fuori dal labirinto di Cnosso. Quindi fugge insieme agli Ateniesi, ma, per motivi non noti, viene abbandonata (cioè piantata) da Teseo sull’isola di  Nasso. In italiano, le due n si sarebbero fuse in una sola, dando luogo a “ in asso”.

Se conoscete un’espressione particolare con una spiegazione interessante, raccontatela qui! Grazie